Scheda Libro

copertina Anche all'apparire di questo libro, dedicato alla vita, alla devozione e alle manifestazioni di costume collegate alla figura di Santa Lucia, avvertiamo la sensazione di trovarci di fronte ad una "invasione libraria" riguardante profili maschili e femminili di santi. Il denominatore comune di proposte editoriali tanto diverse per valore culturale e per genere letterario, dedicate a personaggi che si collocano in un' area di ben venti secoli, è la constatazione che il santo ha rappresentato le aspirazioni più nobili della sua società civile e che ha svolto il ruolo di portavoce autentico della sua comunità ecclesiale.
Occorre infatti distinguere due principali filoni in questa pubblicistica agiografia: l'uno più interessato legato al rapporto tra santità e storia, l'altro più più impegnato ad esplorare la dimensione del fenomeno religioso; distinzione questa che non esclude, nel migliore dei casi, connessioni e convergenze.
E che i santi abbiano marcato con le loro virtù aspetti fondamentali dell'esperienza quotidiana e della cultura dei popoli risulta evidente dal fatto che il loro nome contraddistingue ancora oggi un gran numero di località e di persone nel mondo cristiano, che sono proclamati e venerati come patroni di comunità e di particolari categorie di credenti, che svolgono un ruolo benefico per l'anima e per il corpo.
In tutti i casi non vengono mai considerati membri privilegiati di un èlite né leaders inaccessibili di una setta esoterica perché, come tutte le donne e gli uomini del loro tempo, sono andati cercando un personale via, con i propri limiti, le proprie qualità,le proprie vocazioni. Dal punto di vista strettamente teologico il santo viene considerato, invece, come l'uomo di Dio che il sommo pontefice proclama nel numero di coloro che hanno praticato le virtù eroiche, ordinandone il culto universale e proponendolo a motivo d'imitazione e d'interesse.
Per questo la funzione esemplare del santo, pur assumendo forme diverse di spiritualità, rimane, agli occhi dei suoi devoti, quella di un uomo che, reso partecipe dell'intimità divina, sull'esempio si Cristo s'immerge nel sovrumano, come una rete nel mare, raccogliendo ciò che gli altri non possono attingere nel mondo sensibile e con le loro forze limitate.
Da lui emerge, perciò , una fonte di potenza soprannaturale destinata a ristorare uomini e cose, meritando la venerazione per le sue reliquie ed effigi, secondo l'atteggiamento ambivalente di "umiltà e fervore" tipico della creatura di fronte al mysterium fascians et tremendum del sacro.

Va inoltre aggiunto che il fenomeno dell'abbondante pubblicistica destinata al tema della santità ha segnato un ulteriore incremento da quando le ricerche storiche hanno potuto usufruire del contributo dell'antropologia culturale, che le ha obbligate a rivedere il loro persistente atteggiamento di sospetto nei confronti delle contaminazioni superstiziose della pietà popolare.
E' apparso chiaro che comprendere le problematiche sottese agli atteggiamenti devoti è molto più interessante e proficuo di quanto non appaia in superficie, e che in genere il santo non viene considerato come l'assicuratore celeste contro i rischi esistenziali nè solo l'essere salvato dai pericoli della guerra o scampare ad un malattia mortale o essere promossi ad un esame difficile, ciò che l'individuo desidera veramente. C'è piuttosto il lui, dopo tante promesse di catarsi economiche e di paradisi del benessere, la volontà di trasformarsi in creatura migliore, non per u faticoso lifting alla vecchiaia, ma per un cambiamento del cuore e per una nuova qualità della vita.
Anche il presente volume, dedicato a Santa Lucia, si propone di salvare dall'oblio una ricchezza di valore religioso e culturale, alimentando con espressioni consone alla mentalità moderna le perenni esigenze spirituali del cuore umano. Si dice volgarmente, per certi casi della vita, che "non ci sono santi che tengano", e si fa un grosso torto ad un'intera categoria di infaticabili intercessori, tra i quali trova un posto eminente questa Santa, che non solo "tiene" da oltre un millennio come modello di fede eroica e di virtù illibata, ma vale anche come insuperabile patrona della vista, sentinella luminosa del solstizio nell'oscura stagione invernale e presenza benefica nell'immaginario collettivo dell'infanzia.
E' interessante inoltre notare che Santa Lucia rappresenta un'assistenza spirituale a due dimensioni, geografiche ed etniche. C'è quella siracusana del Sud, da cui trasse origine la sua vita e che la procura attestati solenni di feste liturgiche, di patrocini particolari e di costumi folclorici riguardanti diversi aspetti delle celebrazioni annuali, non escluso il settore della tavola, con la tradizionale "cuccia" di circostanza, ottima minestra di grano lesso. Per quanto riguarda le regioni meridionali posso riferire di una mia recente visita ad alcuni edifici rupestri di Matera e del suo territorio, dove ho notato il ricorrere di splendidi affreschi dedicati a Santa Lucia, con possibile riferimento alla malattia degli occhi, il tracoma, diffusa tra gli abitanti dei "Sassi".
Al Nord, invece, la tradizione svedese le fa rendere omaggio il 13 dicembre, giorno della sua festa, da candide fanciulle con tremule candeline tra i biondi capelli, mentre in alcune località dell'Italia settentrionale è diventata la santa dei bambini, che a lei si rivolgono per ottenere i doni desiderati.
Ma i piccoli postulanti, oltre che affidare i loro desiderata a messaggi personali, con recapito presso la dimora celeste della Santa, devono vantare anche quattro requisiti: essere in età compatibile con il mondo delle favole, aver ottenuto una dichiarazione di buona condotta dai genitori, aver esposto davanti alla porta una scodellina di latte per la Santa e un mazzolino di fieno per l'asinello che l'accompagna, e avere origine da famiglie residenti in località che da sempre custodiscono questa tradizione(Veneto, Lombardia, Emilia, Marche e qualche provincia del Sud).
Ottemperate tali formalità, i bambini sono in fermento dalla sera del 13 dicembre, mostrandosi da un lato curiosi e un po' voyeur, nell'osservare la celeste patrona impegnata nelle sue benefiche faccende notturne, e dall'altro suggestionati dalla sua incursione sovrumana, prevista a portata di lettino. Nei giorni precedenti all'evento i genitori minacciano di ritirare a più riprese le dichiarazioni di buona condotta, così da ottenere dai più birichini segnali almeno momentanei di ravvedimento; e cercano infine di coprire, con un suggerimento astuto, la loro loro parte attiva nel grande rito della notte: "La Santa può punire i guardoni con un lancio di cenere negli occhi".
Solitamente, infatti, Santa Lucia è raffigurata con nelle mani un piattino recante due bulbi oculari, simbolo del suo martirio ma anche segno delle belle cose di cui è specialista: salvare la luce degli occhi, del sole e dell'anima. Per tutto questo Dante Alighieri, nella Divina Commedia, la presenta come simbolo della grazia illuminante, indispensabile per indirizzare l'uomo verso la salvezza e la vita eterna. E' poi interessante notare coma anche una certa pubblicità contemporanea, d'ispirazione laica e consumistica, trovi questa figura esteticamente più gradevole di quel pacioccone di Babbo Natale e più carina della Befana, che è sempre stata vecchia e ciabattona!

Trattandosi di una martire, la sua storia si definisce come "passione", che la letteratura, la pietà, l'arte e il folclore hanno raccontato nel corso dei secoli, così da costituire uno splendido capitolo nel grande libro delle tradizioni popolari cristiane.
Bella, giovane, riccamente vestita, con la palma del martirio in mano e nell'altra un baciletto con i suoi occhi splendidi che, si dice, abbiano fatto innamorare perfino il prefetto Pascasio: ecco gli elementi dell'iconografia tradizionale di Santa Lucia.
Così appare nel solenne corteo delle Vergini in Sant'Apollinare di Ravenna, in Sant'Elia di Nepi nel Lazio, e nel bassorilievo di LUca della Robbia sul portale di Santa Lucia dei Magnoli, a Firenze. Così nelle opere di Piero Lorenzetti, di Sebastiano del Piombo, del Crivelli, del Garolfo, del Mainardi, del Cossa, del Bergognone: una schiera d'artisti di primo piano che hanno cantato con il pennello la "mirabil vita" di questa Santa siracusana.
Come si è detto all'inizio, anche il contenuto di questo libro costituisce una giustificazione alla crescente richiesta di produzione agiografica e dimostra quanto la santità costituisca l'essenziale punto di riferimento per una società secolare come la nostra.
Possa la testimonianza luminosa di Santa Lucia rappresentare l'alto paradigma che fornisce risposte credibili alle più urgenti istanze sociali dell'oggi e la più qualificata proposta di un modello capace di rappresentare nel tempo la multiforme presenza di Cr5isto crocefisso e risorto.

Don Marco Lunghi

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